Domani inizia un nuovo anno.

Per lo Yoga siamo nel 5123 di Kali Yuga.

Siamo in un sito che parla di yoga quindi vi racconto come viene misurato il tempo yogico.

Nella concezione indiana il tempo è ciclico, da sempre e per sempre. Un ciclo cosmico, detto “un giorno di Brahma”, è definito Kalpa con processi di emanazione, durata, distruzione e riassorbimento dell’Universo. A sua volta si divide in altre quattro ere (Yuga) che si ripetono ciclicamente formando insieme il Mahayuga, e mille di questi formano un giorno di Brahma.

Durante la notte nella vita del Dio supremo, Vishnu dorme sul serpente Sesa per riposarsi tra un ciclo di creazione ed il successivo (parlava, stato di inattività o dissoluzione). Alla fine di un Kalpa, Sesa sputa fuoco distruggendo tutta la creazione.

Secondo il ciclo Yuga, lungo 24.000 anni, il pianeta Terra e la nostra coscienza collettiva si muovono attorno a questo ciclo da periodi di alta coscienza a scarsità di coscienza.

In un certo senso, possiamo pensarlo come le stagioni. Kali Yuga, l’era in cui stiamo vivendo, è l’età del ferro, ed è quando il nostro pianeta è in “inverno”, e la coscienza è addormentata e noi dimentichiamo chi siamo veramente. 

Come dicevo, questo è un sito che parla di yoga… ma anche di vita, e vi confido che di questo periodo dell’anno, non mi piacciono

i bilanci

i propositi

il conto alla rovescia, 

il cenone e l’abito adatto.

Amo il passaggio.

Amo la luce che ricomincia a crescere.

E alla fine, quello che mi colpisce e mi piace di più -che è comune a tutti, a tutte le latitudini – è quel senso di speranza che, anche chi sembra aver perso, ritrova in questa notte.

Ed è la sensazione che mi scalda il cuore in questo momento, dove ogni giorno sembrano prevalere le polemiche e inasprirsi i rapporti umani.

Auguro a tutti coraggio e fede.

Che sia un nuovo anno di studio e di scoperta del proprio sé, affinché possa risplendere nel mondo, e mostrarci come siamo una cosa sola.

Namastè

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