Stiamo vivendo un momento davvero difficile. Siamo stanchi, dopo due anni di pandemia con tutto quello che è stato, e adesso che sembrava si potesse vedere la possibilità di tornare a un quotidiano più vivibile, il Presidente di una nazione ne invade un’altra. E questo in Europa. Credo che l’ansia sia la minima delle reazioni possibili. 

Ci sono paure che riemergono dall’infanzia. Come quando avevi paura del buio. Forse non è mai passata, è rimasta latente in fondo al cuore. Nella mitologia indiana esistono gli Asura, i ‘demoni’, termine che ci fa subito sentire la cattiveria e di conseguenza la paura. Asura, letteralmente significa, ‘coloro che sono senza sole’, cioè senza luce. Gli Asura sono le ombre. Ciò che non conosciamo, che non possiamo vedere perché vive nel buio. Ecco la paura del buio dell’infanzia che riaffiora. Avevamo finto non ci fosse. Era solo in fondo. La paura del buio è istintiva, latente nella mente e nel cuore perché è nel buio che non si vede, che tutto è possibile, incerto. I Demoni sono necessari per l’ordine del mondo ogni volta che si presenta un ostacolo qualunque alla creazione, così che un dio o un eroe possano, attraverso lo scontro, combattere il caos per ristabilire il movimento verso la costruzione ordinata e coerente.
A volte nel buio c’è davvero qualcosa di brutto e pauroso, e altre volte ci sono però nascosti anche tesori. Sono le parti di noi che non conosciamo. Come nelle ombre cinesi. Un gioco poetico in cui le mani creano figure affascinanti grazie alla luce. Figure sempre diverse: spaventose o divertenti.

È il tuo sguardo a interpretare l’ombra. A vedere una colomba o un mostro. È la curiosità che ci spinge a sfidare la paura e cercare nel buio, e uscirne con un’idea nuova o una soluzione creativa a un quesito o a un problema.

Accogliere il nostro buio, è accogliere la complessità della vita.
Ci diamo molto da fare per evitare il buio e questo alimenta l’ansia, e poi l’ansia alimenta se stessa in un loop di negatività.
Eppure, il buio è lì, pieno di suggerimenti utili, tutti per noi.

Come si fa a fare amicizia anche con il buio?
Il primo passo è l’ascolto del corpo, inteso ovviamente come unità con la mente. Infatti l’ansia, come ogni altro elemento del nostro vivere, ha a che fare col corpo. È nel corpo che la senti, la vedi. Nelle tensioni che neanche percepisci a volte finché, seduta sul tappetino, quando inizi la pratica, stai nel respiro e finalmente percepisci le tensioni nel collo, nelle spalle, il peso sul petto… e con il respiro inizi a scioglierle. A riconnetterti con la tua sorgente interiore. A ritrovare il tuo equilibrio. 

La pratica degli asana è un grande strumento di conforto, di pace e serenità. Praticare ti porta nel momento presente, lasci da parte le paure, i ragionamenti mentali, stai nel corpo e nel respiro. Non dico che la pratica dello yoga o della meditazione possano essere la soluzione all’ansia di questo momento storico, ma sono sicura che possano essere di grande conforto e sostegno, questo si. Ascolta le tue fragilità, accoglile con compassione.  E visto che siamo vibrazioni, se siamo sereni si diffonde a chi ci sta intorno. Stai attenta, come lo sei in ascolto di te stessa nella pratica, agli altri. Renditi disponibile e accogliente all’ascolto dell’altro. Abbi fiducia, la fiducia contrasta l’ansia. Crea vibrazioni positive, confidando davvero nel tuo cuore, che si creerà una rete di serenità. 

Con fiducia e amore

 

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